Sul monte Ermada, situato in Comune di Duino Aurisina/Devin Nabrežina, è possibile visitare le posizioni di difesa austro-ungariche costruite nel 1916 dopo la Sesta Battaglia dell’Isonzo, quando l’esercito imperiale si è dovuto ritirare dalle alture nei dintorni di Monfalcone/Tržič. Il monte e le alture circostanti erano ideali per il controllo del Vallone di Brestovizza/Brestoviški dol e del passaggio verso Trieste/Trst. L’altopiano del Carso, cosparso di doline e grotte naturali, si prestava perfettamente alla realizzazione di trincee, posizioni di difesa, passaggi e rifugi per i soldati. Oggi diversi sentieri portano sul monte Ermada e permettono di visitare alcune posizioni, i bunker e alcune grotte.
Potete partire per l’Ermada lungo il Walk of Peace da Ceroglie/Cerovlje, Medeazza/Medjevas o Brestovica, seguendo le tratte sotto consigliate. Per chi dovesse preferire un cammino più lungo è possibile riunire le singole tappe. L’area dell’Ermada e dei suoi punti di accesso è attrezzata con cartelli informativi, segnaletica di orientamento, codici QR e registrazioni audio.
Raccomandiamo le seguenti tratte:
Brestovica–grotta Grofova jama‒Ermada–Brestovica
Medeazza–Kohišče‒quota 298‒Monte Cocco/Piciganišče
Ceroglie–Ermada
Medeazza‒Ermada‒Ceroglie
Il punto di partenza del percorso è davanti all’ex scuola a Dolenja Brestovica, costruita tra le due guerre. Lungo il cammino potrete accedere a registrazioni audio tramite i codici QR sui cartelli informativi e i paletti di orientamento.
Il percorso prosegue seguendo la strada principale in direzione Gorenja Brestovica. Dopo 50 metri si svolta a destra su una strada sterrata e si segue le indicazioni per l’Ermada. Dopo una breve salita il percorso si congiunge a una strada sterrata e prosegue a sinistra. Dopo 100 metri si svolta a destra su un sentiero che porta verso il Gredina, dove si trovano i resti di un sito archeologico preistorico.
Sulla sella il percorso prosegue dritto per una strada sterrata fino a un cartello informativo sull’Ermada. Da qui il sentiero si innalza a destra lungo resti di trincee verso il Jastreb. Dalla cima si apre una bella vista su Monfalcone e i paesi carsici, ma si possono vedere anche trincee, caverne e rifugi – uno può essere visitato.
Dopo un’indicazione il percorso prosegue in giù a sinistra verso la grotta “Grofova jama”*, accessibile tramite un sentiero o lungo una trincea. Presso una radura si trovano le due entrate a questa grotta dove l’esercito austro-ungarico teneva un rifugio. Sullo spiazzo sopra all’entrata si apre una bella visuale sui dintorni, col bel tempo la vista giunge fino alle Alpi Giulie, Carniche e le Dolomiti. Qui si trova la figura di un soldato, realizzata con ritrovamenti del tempo della Prima guerra mondiale, al suo fianco potete ascoltare i suoi ricordi grazie a un codice QR.
Lungo la stessa strada o attraverso la trincea potete scendere fino all’entrata della grotta. Da lì potete proseguire verso l’Ermada o visitare la vicina caverna. All’incrocio successivo la strada si biforca: a destra si dirige verso l’Ermada, mentre proseguendo dritti un percorso ad anello ci riporta a Brestovica. Quest’ultimo scende lungo una trincea per poi svoltare bruscamente a sinistra ad un incrocio e poi a destra verso Brestovica. Una strada sterrata scende verso Gorenja Brestovica, da dove le indicazioni ci conducono, passando per la chiesetta di Sant’Anastasia, nuovamente nel paese. Poi una strada lungo dei vitigni ci porta fino alla strada principale, la attraversa e ci riporta lungo una sterrata al punto di partenza a Brestovica.
* È possibile visitare la grotta “Grofova jama” solo accompagnati da una guida.

Dalla piazza del paese (ex fermata autobus) (punto 1) si segue la strada prima asfaltata e poi a fondo naturale in direzione della ex fattoria di Kohišče, sentiero CAI n. 3a. Lungo il sentiero, si costeggia sulla sinistra un campo in lieve salita già parte della così detta linea delle mitragliatrici, poste tra le prime e le seconde linee difensive (punto 2). Proseguendo si raggiunge sulla sinistra un grande campo recintato, al di là del quale sono ben visibili i resti di alcuni archi in cemento, destinati a sostenere le lamiere curvate e ondulate messe a protezione dei pezzi d’artiglieria (punto 3). Proseguendo la direzione di Kohišče il sentiero taglia due successive linee trincerate, realizzate in momenti diversi (punto 4). La prima è composta da un muretto carsico zigzagante nel bosco, la seconda, arretrata di pochi metri è una trincea molto più funzionale, composta da uno scavo profondo nel quale si aprono i piccoli ricoveri artificiali capaci di dar riparo a una squadra. Lasciando sulla destra la Dolina del Principe, il cui fondo è visibile dalla strada, si prosegue ora fino alla ex fattoria di Kohišče. Sono riconoscibili i resti di alcune costruzioni, due delle quali presentano motivi di interesse. Dietro alla cisterna a sinistra è visibile un edificio rinforzato internamente con importanti blindature in cemento armato, mentre i resti dell’abitazione sulla destra mostrano come le mazzette di alcune finestre siano state realizzate utilizzando materiali recuperati dalle vicine fortificazioni del Monte Cocco (punto 5).
Proseguendo sul sentiero CAI si raggiunge sulla sinistra una traccia con l’indicazione Monte Cocco posta su un paletto in cemento, residuo delle coperture dei ricoveri. Ai lati del sentiero si aprono numerose caverne e son visibili alcuni muri creati a protezione delle stesse. Alla fine del sentiero si raggiunge la linea degli osservatori, i cui resti, ripuliti e messi in sicurezza rappresentano un unicum sul nostro territorio per la quantità e l’importanza storica dei manufatti. Il sentiero sbocca davanti all’ingresso ben conservato di un ricovero (punto 6) che ha un ingresso con scalinata per raggiungere, attraverso un passaggio sotterraneo in cemento, le stanze già interrate, oggi prive di copertura.
Proseguendo all’esterno si incontrano diversi altri osservatori di varie dimensioni fino a raggiungere quello che è oggi l’ingresso principale al sistema sotterraneo e un notevole punto panoramico. Una lunga scalinata scavata nella roccia porta nelle viscere del monte, raggiungendo una cavernetta dalla quale si diramano più passaggi.
Proseguendo si raggiunge in breve sulla sinistra una trincea blindata nella quale si apre un pozzo che rappresenta una delle uscite delle caverne precedentemente descritte.
Tornando sui propri passi si va a incrociare la carrareccia che sale da Kohišče, al di là della quale è visitabile la più notevole iscrizione rimasta sul Monte Cocco.
Qui, visibile già dal sentiero, si vedono i resti della volta dell’ingresso all’osservatorio della Marine Batterie III (punto 7). A poche possi si apre l’osservatorio già al servizio della batteria citata.
Tornando in discesa sui propri passi è possibile tornare al punto 5 (Kohišče) e rientrare a Medeazza, oppure si può continuare l’escursione proseguendo verso il monte Ermada e Ceroglie. Lungo il sentiero incontreremo le caverne Karl – del pilone e Zita – della gavetta (punto 8).
Da qui si raggiunge la quota 298 e i notevoli manufatti di guerra esistenti. Si incontra per primo un ricovero in cemento, sicuro e ben accessibile, cui segue una profonda trincea rinforzata con sassi al cui margine si riconosce un posto di osservazione (punto 9). Continuando fino a vedere il solco dell’Oleodotto Transalpino, si raggiunge un basamento (cono in cemento) per cannone messo in posizione contraerea (punto 10); un secondo cono giace rovesciato nelle vicinanze dagli anni dei primi lavori per l’oleodotto. Questi due basamenti per pezzi in posizione antiaerea sono gli unici presenti in questa zona del Carso.
Si rientra ora al punto 8 (Karl e Zita) e al sentiero principale proseguendo in direzione della cima del Monte Ermada, Q. 323. Dal sentiero principale si segue l’indicazione Monte Ermada, a mano destra del sentiero e si raggiungono i resti di una costruzione blindata (punto 11). La costruzione è ben riconoscibile ed è descritta nei manuali d’epoca come “Gefechtstand für einen Stab” (posto di combattimento per un comando). I disegni tecnici dell’epoca rendono i resti perfettamente leggibili.
Continuando verso la cima prima della quale si incontra un basamento in cemento, resto di una baracca del periodo della guerra fredda, si perviene in breve alla quota principale. Raggiuntala (punto 12) lo sguardo spazia dalle foci dell’Isonzo ai campi di battaglia del Carso e alle Prealpi e Alpi.
È possibile ora scegliere se scendere alla grotta sul Monte Ermada oppure, tornanndo al bivio, proseguire sul sentiero principale incontrando così altri manufatti di interesse segnalati con QR code per raggiungere alla fine il paese di Ceroglie.
La grotta si raggiunge seguendo una traccia in discesa fino ad incrociare i notevoli resti del materiale di risulta dello scavo. A destra si raggiunge in pochi metri l’ingresso artificiale lungo ben 110 metri (punto 13). La parte artificiale della caverna di guerra è sicura e ben percorribile, mentre la parte naturale presenta un fondo irregolare e due profondi gradoni, il primo dei quali è sostenuto da muri di cemento con una scala di accesso.
Dalla grotta si continua ora la discesa fino a incrociare il segnale che indica la Grotta di Monte Querceto (punto 14). Salendo pochi metri lungo il sentiero CAI n. 3, si incontra sulla destra una evidente traccia realizzata con il materiale di risulta dallo scavo. La si segue fino ad incontrare l’imbocco della caverna che in guerra ospitava una cabina di trasformazione della corrente elettrica proveniente da Trieste. Dalla grotta i fili della corrente proseguivano interrati verso le caverne della vetta e i reticolati stesi a difesa del monte.
Si riprende ora la discesa fino a raggiungere la carrareccia a fondo naturale che porta a Ceroglie (punto 15). Seguendo per un breve tratto il sentiero CAI n. 3 si scende in una dolina al cui interno, accanto ai notevoli resti di un ricovero per la truppa e a una piccola baracca in muratura, si apre la caverna Dörfler.
Si torna ora sulla carrareccia al punto 15 e si prosegue verso Ceroglie fino a incontrare la Dolina del secondo reggimento di artiglieria da fortezza e la relativa caverna con l’epigrafe dedicata alla batteria mortai da 30,5 cm (punto 16).
Da qui in breve si raggiungono le prima case di Ceroglie e i due pannelli didattici (punto 17).
Da Ceroglie è ancora possibile una interessante deviazione: prendendo la strada bassa, che costeggia il pozzo del paese e continuando a monte fino a oltre le ultime case in direzione della Fattoria Didattica Asino Berto, si continua sul sentiero principale fino a raggiungere un bivio sulla destra. Si prenda a destra fino alla indicazione del punto 18, posizione del cannone da 38 cm e delle baracche datate 1917. Si rientra poi in paese.
Nota: non esiste un collegamento via bus tra Ceroglie e Medeazza.
Dislivello da Brestovica al Monte Ermada: 270 m
Tempo di percorrenza del percorso circolare Brestovica‒Monte Ermada‒Brestovica: circa 3 ore (8,4 km)
Dislivello da Medeazza al Monte Cocco: 130 m
Tempo di percorrenza: circa 3 ore
Dislivello da Ceroglie al Monte Ermada: 140 m
Tempo di percorrenza: circa 3 ore
Percorso da Medeazza a Ceroglie
Durata: circa 5 ore
I tempi di percorrenza indicati sono calcolati in funzione di una visita con soste nei vari punti di interesse.
Foto: Rok Peric, Občina Komen

Informazioni e prenotazioni di visite guidate:
Center za obiskovalce Grad Štanjel
(Centro visitatori del castello di Štanjel)
Štanjel 1a
SI–6222 Štanjel
+386 41 383 986
stanjel@visitkras.info
https://www.visitstanjel.si/
Sistiana Info Point
Sistiana, 56/B
I–34011 Duino-Aurisina (TS)
+39 040 299166, +39 335 7374953
info.sistiana@promoturismo.fvg.it
www.turismofvg.it
Materiali promozionali

Museo all´aperto Ermada/Grmada
Il contenuto è stato creato nellʼambito del progetto WALKofPEACE+, co-finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia–Slovenia 2021–2027.