{"id":24916,"date":"2025-03-31T13:42:44","date_gmt":"2025-03-31T13:42:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.thewalkofpeace.com\/?p=24916"},"modified":"2025-03-31T13:52:06","modified_gmt":"2025-03-31T13:52:06","slug":"per-i-luoghi-della-resistenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.thewalkofpeace.com\/it\/2025\/03\/31\/per-i-luoghi-della-resistenza\/","title":{"rendered":"Per i luoghi della Resistenza"},"content":{"rendered":"<p><strong>13 aprile 2025<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019\u00e8StoriaBus attraverso i luoghi della Resistenza prevede una visita mattutina alla Caserma Piave di Palmanova, uno dei cinque Centri di Repressione antipartigiana del Friuli, dal settembre 1944 gestita da un plotone di SS italiane e tedesche guidate dal tenente polese Odorico Borsatti e, successivamente, da una compagnia della milizia di Difesa Territoriale con alla testa il capitano napoletano Ernesto Ruggiero. L\u2019attivit\u00e0 svolta nella caserma costitu\u00ec un serio elemento di ostacolo all\u2019attivit\u00e0 partigiana nel Friuli centrale, per i metodi di interrogatorio, sevizia e tortura che vi vennero sin da subito praticati.<\/p>\n<p>Per la caserma Piave transitarono 543 prigionieri, di cui 113 morti \u201cper tentata fuga\u201d, secondo la verbalizzazione. Parte di coloro che ne uscirono vivi venne peraltro indirizzata verso i campi di concentramento dell\u2019Europa centrale, dunque pochi fecero ritorno a casa. Quando il 27 e 28 aprile 1945 i GAP liberarono Palmanova, la caserma Piave era deserta, tutta la documentazione bruciata, solo sporcizia e tanfo d\u2019intorno.<\/p>\n<p>La seconda parte della giornata sar\u00e0 invece dedicata alla citt\u00e0 di Lubiana, per la quale, dopo l\u2019occupazione italo-tedesca della Slovenia iniziata nell\u2019aprile 1941 e dopo l\u2019annessione della Provincia di Lubiana al Regno d\u2019Italia, sarebbe stato previsto uno statuto speciale e condizioni migliori rispetto ai territori controllati dal Terzo Reich. Ma tra 1941 e 1942, a causa dell\u2019attivismo del Fronte di liberazione sloveno (OF), il movimento partigiano, le autorit\u00e0 italiane decisero di imporre un pugno duro.<\/p>\n<p>Alla fine di febbraio del 1942 la capitale slovena venne cos\u00ec interamente circondata di filo spinato per una lunghezza di quasi 30 km, lungo i quali furono costruite oltre duecento caserme, torri di guardia e bunker. Di fatto la citt\u00e0 fu trasformata in un enorme campo di internamento dal quale era impossibile uscire. Dopo il settembre 1943 Lubiana pass\u00f2 quindi sotto il controllo tedesco, fino alla sua liberazione, il 9 maggio 1945.<\/p>\n<p>Il perimetro di quel filo spinato \u00e8 diventato, dopo la guerra, il Sentiero delle rimembranze e della solidariet\u00e0, un percorso ricreativo e naturalismo che reca targhe, statue e monumenti che ricordano i momenti bui e le vittime del conflitto. Gli abitanti di Lubiana e molti turisti lo frequentano e vi praticano molti sport: quando le condizioni lo permettono vi si pratica lo sci da fondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>NB: \u00e8 necessario essere in possesso di un documento per l\u2019espatrio in corso di validit\u00e0.<\/p>\n<ul>\n<li>Ritrovo alle ore\u00a0<strong>00<\/strong><strong>presso il parcheggio del Valico di Casa Rossa, a Gorizia<\/strong>.<\/li>\n<li>Rientro indicativo presso Valico di Casa Rossa, a Gorizia, alle ore 19.00.<\/li>\n<li>Pranzo: A scelta tra pranzo di gruppo presso Gostilna \u010cad (men\u00f9 fisso \u2013 costo di \u20ac 35 a carico dei partecipanti) oppure pranzo al sacco.<\/li>\n<li>La partecipazione \u00e8\u00a0<strong>gratuita\u00a0<\/strong>e comprende il trasporto con bus turistici, l\u2019accompagnamento, l\u2019accesso a tutti i siti d\u2019interesse previsti dal programma.<\/li>\n<li><strong>\u00c8<\/strong><strong>necessaria la prenotazione (apertura prenotazioni: luned\u00ec 31 marzo alle ore 8.00)<\/strong>, scrivendo una mail a\u00a0<a href=\"mailto:segreteria@estoria.it\">segreteria@estoria.it<\/a>\u00a0indicando:\n<ul>\n<li>Nome, cognome, data di nascita e nazionalit\u00e0 di ogni partecipante<\/li>\n<li>Un numero di telefono per eventuali comunicazioni\/variazioni<\/li>\n<li>Scelta tra pranzo al sacco o partecipazione al pranzo di gruppo<\/li>\n<li>Eventuali altre informazioni utili agli organizzatori (richieste particolari, segnalazioni di disabilit\u00e0\/allergie\u2026)<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Il progetto BeWoP \u00e8 co-finanziato dall\u2019Unione europea nell\u2019ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia. Tra i partner di progetto, il capofila Fundacija Poti miru v Posocju, GECT GO, ZRC SAZU, PromoTurismoFVG, il Comune di Miren Kostanjevica e l\u2019Associazione Culturale \u00e8Storia. BeWoP website:\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/www.ita-slo.eu\/it\/bewop\"><em>https:\/\/www.ita-slo.eu\/it\/bewop<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>13 aprile 2025 L\u2019\u00e8StoriaBus attraverso i luoghi della Resistenza prevede una visita mattutina alla Caserma Piave di Palmanova, uno dei cinque Centri di Repressione antipartigiana del Friuli, dal settembre 1944 gestita da un plotone di SS italiane e tedesche guidate dal tenente polese Odorico Borsatti e, successivamente, da una compagnia della milizia di Difesa Territoriale [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":24918,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[194],"tags":[],"class_list":["post-24916","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.thewalkofpeace.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24916","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.thewalkofpeace.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.thewalkofpeace.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thewalkofpeace.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thewalkofpeace.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24916"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.thewalkofpeace.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24916\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24920,"href":"https:\/\/www.thewalkofpeace.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24916\/revisions\/24920"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thewalkofpeace.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/24918"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.thewalkofpeace.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24916"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thewalkofpeace.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24916"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thewalkofpeace.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24916"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}